Non vedevo l'ora che arrivasse. Ero serena, felicissima, mi sentivo in uno stato di grazia, quello stato in cui vivi la calma con la c maiuscola, quello stato troppo bello per durare.
Infatti. Cinque minuti, poche battute per
scatenare fulmini e saette che si sarebbero protratte per le seguenti dodici ore, anzi di più. Silenzi stridenti, vagabondaggio notturno, scazzi e controscazzi, cazziatoni e tensione a fior di pelle. Poi come in tutti i temporali, è arrivato un nubifragio di lacrime, seguito da una sgrandinata di parole.
Dopo la grande sfuriata è finalmente tornato il sole per salutarci al tramonto mentre finalmente scioglievamo i nervosismi nell'acqua tiepida del mare.
E' scesa la sera con la sua quiete che ci ha accompagnato in una passeggiata mano nella mano, nella cena in riva mare, su una coperta sulla spiaggia per guardare le stelle e parlare, nella strada verso casa dove ci siamo addormentati stretti in un abbraccio.
Un fine settimana concluso con : "Amore che c'hai sul collo? Vai un pò in bagno a lavarti meglio..."
Come se un succhiottone di quella portata si lavasse via! (Per quante settimane sarò costretta a tenere i capelli sciolti?!)
Per fortuna era solo un temporale estivo.